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giovedì 30 maggio 2013

“Teatro, realtà e impegno politico”: perché sentiremo la mancanza di Franca Rame

La notizia della morte di Franca Rame mi ha colto di sopresa, come credo molti che la stimavano e l’amavano. Occorre quindi fermarsi a riflettere per sciogliere quell’impasto di commozione e inquietudine, di senso di perdita e necessità di capire il valore di una donna, impegnata politicamente, e di una artista che ci ha dato così tanto.
Non si può non partire dal fatto che il mondo non è più lo stesso da quando non c’è più Franca: a guardarlo e a giudicarlo con la sua sensibilità, perché questo è quello che succede quando ci lasciano coloro che abbiamo sempre ammirato e che erano nostri modelli, erano un pezzo di noi stessi, perché solo loro sapevano toccare certe corde che non vibreranno mai più se non nel loro ricordo.

venerdì 20 luglio 2012

Ma come si fa a guardare il mare

Ma come si fa a guardare il mare
E pensare a come poterci guadagnare
Il mare di quelli che la prima volta l’hanno fatto al mare
Il mare di chi “appena posso me ne vado al mare”
Il mare dove siamo io, voi e il mare
Il mare che dove la porto se non la porto al mare
Il mare che non c’ho una lira perciò la porto al mare
Il mare che ovunque è sempre il tuo mare
Il mare che se m’innamoro faccio pace col mare
Il mare dove hai imparato a farti scottare

martedì 1 maggio 2012

«Crepare di Maggio ci vuole tanto troppo coraggio»

Così cantava Fabrizio De André quando trascorrevamo un’intera giornata sotto il palco di San Giovanni per festeggiare i diritti dei lavoratori, per celebrare la vita o semplicemente per ascoltare il concerto che tanto aspettavamo, il concerto della riscossa, della “guerra santa dei pezzenti” citando un altro affezionato di quel palco, perché se “gli eroi son tutti giovani e belli” non vuol dire che tutti i giovani e belli sono eroi.