“Non è mai troppo tardi”, fiction
in due puntate andate in onda su Rai Uno il 24 e il 25 febbraio 2014 con Claudio Santamaria è uno dei pochi momenti in cui la Rai torna a fare servizio pubblico. Film che si inserisce
nel filone delle ricostruzioni storiche, non sempre riuscite, della vita di
personaggi che hanno lasciato un segno nella recente storia d’Italia.
Questa volta la rete ammiraglia di Viale Mazzini lo fa ricordando la figura di Alberto
Manzi, maestro e pedagogo, che sullo stesso canale faceva un programma, dal
titolo “Non è mai troppo tardi” (appunto) che si prefiggeva il compito di
insegnare a leggere e a scrivere a quelle persone che non avevano più l’età per
andare a scuola. Il programma era sostenuto dal Ministero della Pubblica
Istruzione. Mi sembra una buona occasione per la Rai per ricordarsi e
ricordarci di quella che è la sua missione originaria, cioè quella di fare
trasmissioni (prodotti direbbero adesso) di una qualche utilità pubblica e
interesse culturale.
