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giovedì 10 luglio 2014

Da oggi nelle sale La madre. Libri & Conflitti recensisce il capolavoro della Deledda pubblicato da Nova Delphi Libri

Libri & Conflitti. Oggi, per il cinema italiano esce La madre, di Angelo Maresca. Per l'occasione riproponiamo il romanzo di Grazia Deledda edito da Nova Delphi Libri, uscito nell'ottobre del 2013.

Con “La Madre”, la casa editrice Nova Delphi ci restituisce un’opera importante del premio Nobel per la Letteratura del 1926 Grazia Deledda.
In questo inedito, Grazia Deledda affronta il tema del celibato dei preti e dello stretto legame tra una madre e suo figlio ed è soprattutto quest’ultima argomentazione che chiarisce la scelta del titolo da parte dell’autrice. La Deledda nel corso di tutta la narrazione indaga da un punto di vista psicologico l’assurda privazione alla quale sono costretti i sacerdoti, di come la rinuncia a trascorrere la propria vita in compagnia della persona che amano pregiudichi la loro felicità e impedisca loro di amare ed essere amati, in nome di una fede e di una virtù che non esiste né nella teoria né tantomeno (fortunatamente, come ci conferma questa storia) nella pratica.leggi tutto

venerdì 20 giugno 2014

La recensione di UNA BELLA BICI CHE VA

Da quando esiste la bicicletta ha sempre avuto una romantica via preferenziale nella letteratura rimanendo protagonista imbattuta – dai suoi successori a motore- nelle pagine dei libri.

Perché è un mezzo che ha una sua personalità, che ti richiede una partecipazione fisica ed emotiva e quindi una complicità che gli altri mezzi di locomozione non meritano. La bicicletta non deve chiedere scusa a nessuno perché è discreta, silenziosa, non inquina. La bicicletta è facile da capire, chiunque può aggiustarla, ognuno è in grado di sollevare la sua, si può portare ovunque e si può lasciare dove si vuole se non si ha il tempo o la voglia di usarla: in cantina, sul terrazzo o vicino al proprio letto. La bici è alla portata di tutti. La bici è Libertà. Ci restituisce consapevolezza, contatto con il mondo, tranquillità, soprattutto in città caotiche dove il trasporto a motore privato - ma ahimè anche pubblico - si è trasformato in una gara a chi è più stronzo. leggi tutto

martedì 17 giugno 2014

La recensione di LA FIGLIA DEL PAPA

Ogni spettacolo, monologo, libro o un qualsiasi testo del Premio Nobel per la Letteratura del 1997 Dario Fo è un'opera che fonde insieme letteratura, musica, pittura e naturalmente la suggestione e la tecnica narrativa del teatro, un evento culturale che lascia un segno nella storia - non solo artistica - mondiale. Così è anche per il suo ultimo libro: "La figlia del Papa", romanzo storico in cui si narra la vita di Lucrezia Borgia, figlia di Papa Rodrigo Borgia e sorella del sanguinario Cesare Borgia, vissuta in uno spaccato di Rinascimento dove l’inganno, il tradimento, la guerra e l’assassinio erano all’ordine del giorno. leggi tutto

martedì 3 giugno 2014

La recensione di Compratevi una bicicletta! Come uscire dalla dipendenza da automobile e cambiare la propria vita

“Compratevi una bicicletta!”, il libro di Federico Del Prete, non è un invito a un utilizzo ludico o sportivo della bicicletta, ma un'esortazione a un uso quotidiano per gli spostamenti di tutti i giorni.
La bici, un modo per ripensare la mobilità e disintossicarsi dall’uso compulsivo dell’automobile.

Non si tratta dell’ennesimo manuale sulle due ruote a pedali, ma di una vera e propria raccolta di argomentazioni per convincere il lettore a una rielaborazione della sua mobilità quotidiana e del suo stile di vita attraverso un uso consapevole della bicicletta: “Lo scopo di questo libro è quello di, una volta arrivati in fondo, farvi entrare di corsa in un negozio per comprare una bicicletta […] Soprattutto il mio obiettivo è di farvela usare”. leggi tutto

domenica 20 aprile 2014

Cent'anni di gratitudine a Gabriel García Márquez.


E’ sempre difficile scrivere qualcosa di sensato quando scompare una persona che ci è cara o che in qualche modo è stata importante per noi, per la nostra formazione, per la nostra vita, soprattutto se questa persona è il più grande innovatore della letteratura moderna: Gabriel García Márquez, affettuosamente chiamato da tutti Gabo, premio Nobel per la letteratura nel 1982 con Cento anni di solitudine.
Ma come  diceva un altro grande della letteratura: “se devi farlo allora fallo…”.
E allora chiunque fa il mestiere di scrivere (o come me ne ha solo la voglia) sente il dovere di non voltare pagina e di scrivere anche un semplice: “Ciao Gabo”, e ci vuole l’incoscienza e la spregiudicatezza che si coltiva solo in tanti anni di cari errori, perché colui che ci ha lasciato questa volta è uno che metteva insieme le parole in maniera magica e misteriosa come nessuno prima di lui; ci ha raccontato la realtà in maniera fantastica e ha reso realtà al fantastico. Leggendo i suoi libri abbiamo finalmente scoperto l’America Latina e l’altra metà del mondo (leggetela in tutti i modi che vi pare) come la terra dove può succedere di tutto e il contrario, tra i miracoli di una storia e una storia per miracolo, che dura Cent’anni come il tempo di una lunga vita e tutto finisce con una vaga sensazione di solitudine e non c’è più la Cronaca di un delitto che non sia annunciato e L’amore è quello ai tempi del colera.
Gabriel García Márquez ha investigato le debolezze e le passioni degli uomini in “L’autunno del patriarca” con un’intelligenza rivelatrice e un ritmo che non lascia fiato alla vita, che non ti permette di distogliere gli occhi, e voglio solo ricordarvi Il finale più bello di tutti i tempi: “il tempo incalcolabile dell’eternità era finalmente terminato”.
Leggendo i suoi libri, le parole sono sempre bagnate da una pioggia perenne e asciugate da un caldo equatoriale. Tenendo in mano quei testi ci si sporca di fango e della sensualità delle donne, si è sempre in buona compagnia anche quando stai da solo. E se la vita è davvero ciò che si ricorda, nella mia c’è indelebilmente un pezzo della tua: “Ciao Gabo”.

mercoledì 26 febbraio 2014

Non è mai troppo tardi, neanche per la RAI

“Non è mai troppo tardi”, fiction in due puntate andate in onda su Rai Uno il 24 e il 25 febbraio 2014 con Claudio Santamaria è uno dei pochi momenti in cui la Rai torna a fare servizio pubblico. Film che si inserisce nel filone delle ricostruzioni storiche, non sempre riuscite, della vita di personaggi che hanno lasciato un segno nella recente storia d’Italia. Questa volta la rete ammiraglia di Viale Mazzini lo fa ricordando la figura di Alberto Manzi, maestro e pedagogo, che sullo stesso canale faceva un programma, dal titolo “Non è mai troppo tardi” (appunto) che si prefiggeva il compito di insegnare a leggere e a scrivere a quelle persone che non avevano più l’età per andare a scuola. Il programma era sostenuto dal Ministero della Pubblica Istruzione. Mi sembra una buona occasione per la Rai per ricordarsi e ricordarci di quella che è la sua missione originaria, cioè quella di fare trasmissioni (prodotti direbbero adesso) di una qualche utilità pubblica e interesse culturale.

La recensione di CRONACHE DA UN MANICOMIO CRIMINALE

Un testo necessario “Cronache da un manicomio criminale”, di Dario Stefano Dell’Aquila e Antonio Esposito (edizioni Dell’Asino, euro 12,00), con prefazione di Assunta Signorelli che racconta le condizioni degli Opg (Ospedale psichiatrico giudiziario) nella prima metà degli anni settanta, proprio mentre si discuteva della legge Basaglia, la numero 180 del 13 maggio 1978.
La narrazione è centrata sulla testimonianza-denuncia (e per la prima volta trascritta in versione integrale), di Aldo Trivini, detenuto dal ’72 al ’74 nell’Opg di Aversa; a conferma e integrazione di questa testimonianza ne sono riportate altre di diversi detenuti dello stesso Opg. - leggi tutto